Così tanto per ridere

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Amazon AWS

 

…………….. sto giocando con EC2 amazon-EC2

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13 anni dopo: da Potato a Wheezy!

debian_7-0_wheezyGià ritorno a DEBIAN dopo oltre 10 anni. Anche se in realtà non l’ho mai abbandonata. Infatti metà dei server che ho installato sono DEBIAN. Un DEBIAN no-gui! Torno al desktop. Trovo GNOME 3 che alla fine comincio ad apprezzare. Torno al desktop DEBIAN dopo essere passato da RPM: prima SuSE, poi RedHat/Fedora .. brevissima parentesi con Mandrake ….  molto presto dinuovo DEB: scopro Ubuntu. La Warty! Era il 2004. La release 10.04 “la migliore di sempre”. Ma Ubuntu mi “ha tradito”. Così l’anno scorso sono passato a Mint. Ora o meglio sabato scorso ho preso coraggio e ho formattato tutto. È stato un po’ duro riconfigurare tutto.

Operazioni effettuate:

– rimosso e installato l’ultima release di LibreOffice.

– sono passato a OpenJDK per Invoicex

– difficile è stato far digerire a Evolution la posta e la rubrica di una release più evoluta (da 3.6.x a 3.4.x) … ma alla fine ora tutto funge

– critica è stata l’installazione della multifunzione Brother: azz …. dentro la cartella nascosta “.sane” c’erano dei file che facevano riferimento alla posizione vecchia sul bus usb …. una cazzata! Bastava cancellare “.sane” … tre gg ci ho messo a capirlo!!!!!!!!!

ma ora sono … powered by Debian 7.2 @ 64 bit !!!!!!!!!!!!!

P.S. non sono arrabbiato con Ubuntu anzi ringrazio $ditta che così ma svegliato da un hack-torpore;)

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1° meeting alpinistico “Via Vaji” – com’è che mi è tornata la voglia di scrivere?

… il titolo “meeting alpinistico” evoca in me una sorta di flashback, un ritorno al passato. Mi fa pensare a cose che avevo letto lustri fa. Mi fa pensare ai meeting di ghiaccio degli anni 80 e 90. Quelli in val Varaita. Incontri tra mostri sacri dell’alpinismo. Incontri a cui io non ho mai partecipato. Ma andiamo oltre. Cos’è un Vajo? Beh dalle nostre parti, alpinisticamente, è un canale, un couloir, un profonda incisione sui fianchi della montagna. Dove oltre ai detriti, all’acqua ci si deposita anche la neve! E li viene il bello. In inverno sono stupendi percorsi di neve, ghiaccio e misto.

Poi ci sono “Vaji” in zone in cui oltre alla roccia, la neve e il ghiaccio c’è anche la terra e l’erba!

Ben Nevis? Beh, si …. val d’aveto, Apuane, alcune zone delle Liguri, le Grigne … ecc .. e le piccole Dolomiti!

Negli anni le prime le ho frequentate, anzi battute a tappeto! Le “piccole” mi mancavano! Il raduno ISM del 2000 me l’ero lasciato sfuggire! Ma ho sempre letto, studiato itinerari, cercato guide! Finalmente Tarcisio Bellò pubblica due nuove guide! Due guide che dopo nemmeno 2 settimane fanno già parte della mia collezione. Guide che rinfervorano il mio interesse verso i Vaji. Poi il meeting! “Questa volta ci sarò anch’io!”. L’imbeccata me la da On-ICE!. Poi FB che preso a piccole dosi è veramente uno strumento insostituibile!

Scrivo ad un po’ di amici … condivido l’evento … alla fine siamo in 4: il sottoscritto, Mirella, il Gigi e Luca.

Partiamo venerdì pomeriggio. Direzione Vicenza! Poi Recoaro Terme ed infine località Gazza, che per fortuna è mappata sul navigatore. Senza grossi problemi poco prima delle 19 siamo al parcheggio. Alle 19.15 caricati gli zaini in spalla ci mettiamo in cammino. Il mio ha un peso abominevole! Un vero e proprio menhir! Ovviamente visto non ci piacciono le cose facili invece della strada bella battuta prendiamo il sentiero. Neve farinosa. Sfondo fin oltre il polpaccio con le ciaspole ai piedi!! Un bel mazzo. Bella sorpresa quando Luca mi fa: “guarda che c’è qui!”. Dopo 3/4 d’ora becchiamo la strada. Vabbè … “ghè’ tutto allenamento” diceva qualcuno!

Accoglienza stupenda di Marco! Cena superlativa: canederli rosa, filetto al pepe verde e strudel! Tutto accompagnato da un ottimo vinello 😉

Poi nanna! Domani che si fa? “domani via facile … così prendiamo le misure al posto .. valutiamo gradi e difficoltà … direi Vajo dell’Aqua o della Fratta Grande … difficoltà? PD+”.

Gran dormita e super colazione. Alle 9 circa ci mettiamo in marcia. Niente ciaspole. Due fittoni, due chiodi universali (perchè non si sa mai) e il mio fido warthog!

Si capisce subito che la giornata sarà lunga! Si sfonda subito! E tanto! Prendiamo la mulattiera .. o almeno quella dovremmo avere sotto i piedi 😉

Ad un certo punto decidiamo che il Vajo che abbiamo sopra la testa è il nostro. Ma sbagliamo! Imbocchiamo di decisione il Vajo di Fratta Piccola. Saliamo fino al “bivio” col Bandiera slegati e senza ramponi. Poi ad un cambio di pendenza con neve più ghiacciata, prese le giuste precauzioni calziamo i ramponi. Di li fino ad una delle uscite del Bandiera sempre slegati.

Le pendenze si fanno sempre più forti … fin sotto un salto di roccia. Neve sui 60°.

La vene sotto il saltino è farinosa .. sprofondo tanto che il saltino diventa qualche metro. Direi 5. Prima parte un po’ verticale. Ma con fessura sulla sinistra. Poi placca. Direi III° coperta da un leggero strato di ghiaccio. Scollato 😀

Riesco a piantare il wartdog alla partenza, pianto le picche, mi tiro su! Respiro forte, appoggio le punte dei ramponi su una piccola conchetta ricoperta di ghiaccio. Mi allungo .. pianto …. “si, buono!” … pianto anche l’altro attrezzo .. “siiii!” .. due, tre passi delicati, precisi e veloci e sono fuori .. ora inizia un tratto duro! Neve sui 70° farinosa! Scavo una trincea! 10, 15 mt, ora si abbatte! Devo cercare un “posto di fermata” (come si diceva qualche decennio fa). Qui no! Roccia marcia! Mi sposto a destra … ma fatti due passi .. ohhhhhhhhh … che bella fessura! Pianto i due universali .. e “la sosta è servita!”.

Inizio col recuperare Mirella, che si tira dietro la corda del Gigi. Sale molto bene. Non appena si auto-assicura, prendo la corda del Gigi (a cui è anche legato Luca) e inizio a recuperali. Anche Gigi sale bene. Per accelerare i tempi, mentre recupero Luca, lo faccio partire subito. Il Vajo però piega subito e dalla sosta non si capisce cosa ci aspetta. Dopo pochissimo sento il Gigi: “sono in difficoltà”. Così non appena Luca è in sosta parto! Un bel tirone! Prima neve a 85° poi un bel muretto di IV con fessura/diedro che salgo al volo e senza mettere nulla .. anche perchè non ho niente da mettere! Subito dopo una gratta ecco la cornice finale un pelino ripida. Uscita di soddisfazione! E finalmente al sole!!!!!!!!!

Prendo fiato e dopo essere sceso un po sul versante opposto all’uscita inizio a recuperare i miei tre compagni … a spalla!

Salita stupenda e impegnativa! Anche la discesa non sarà da meno! Un bel Vajo percorso tutto faccia a valle.

Rientrati al rifugio saluto subito Tarcisio Bellò che subito mi chiederà: “cosa avete fato?”

ehhm .. “boh?” 😀 😀 😀

morale: “2 chiodi, 1 warthog e 3 secondi!” – Vajo Fratta Piccola + Vajo Bandiera – 470mt; 85°; IV; D+

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Blog … Social … etc

Giusto, giusto ieri mi hanno ricordato che ho un blog! Cavolo!!
Mi sono logato, ho messo in spam circa 200 msg e ho fatto l’upgrade della piattaforma.
By 😉

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DiDone in Egitto

Già … un amico va a farsi una crociera in Egitto. Ti chiede la videocamera. Vuoi non dargliela? Torna … contentissimo …  ti restituisce la cam. E subito ti chiede: “mi metti il film su un DVD … è difficile?”.

L’essenza tracotante del professionista informatico fa uscire un: “ma scherzi? è una cazzata!”

Poi vai a tirar fuori la SD. E che ti trovi? 624 files!!!!!!!!!!!!!!! Noooooooo … e ora? Unirli “a mano” è una follia. Quindi? BASH …. Bash!!!! Aiutoooooooooo

#!/bin/bash

# Federico Sette aka F3d7
# DiDone in Egitto
#
# mencoder script
# converto i file MOV in AVI e li unisco
#
# Trasformo i MOV in AVI
for file in *.MOV
do
mencoder $file -ovc xvid -xvidencopts bitrate=600:pass=1 -vf scale=320:240 -oac mp3lame -lameopts abr:br=64 -o $file.avi
done
#
# Ora unisco tutti i file AVI
#
avimerge -i $(ls -x *.avi) -o film.avi
Enjoy yourself
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……….

Sono sommerso dal lavoro …………………….

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Maverick Meerkat

… sono di corsa .. come al solito .. beh, forse un po’ di più del solito. Cmq, ho installato il nuovo sistema a 64 bit da zero. Riportando i file e le cartelle di configurazione una per volta. Deputato il tutto di alcune cose inutili (leggi libmono e utuntuone) … in ultimo, dopo aver compilato Cinelerra dai sorgenti GIT, ho dovuto sostituire il disco di sistema .. oscillazioni strane e molto rumorose .. mah? … ora è tutto UP … a presto per i dettagli 😀

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from “CAI San Salvatore M.to”

… ovvero, un bel articolo scritto dall’amico Gigi per il CAI.

In questo si racconta la nostra salita al Tagliaferro!

Questa volta il Tagliaferro l’ho salito (da secondo) per la cresta nord !!  Erano anni, forse più di 20 che questa cresta mi faceva sognare. Pensate che mentre portavamo il materiale per issare la Madonna sul Corno Nero Fed mi dice…

“Gigi, prima o poi ti ci porto! Ma ricorda .. secondo me non sarà una ‘passeggiata di salute’ ….”

Ma torniamo al presente. I tempi sono maturati, il meteo è ok siamo entrambi in gran forma, non abbiamo casini in famiglia quindi si parte! Andando al sodo, sabato alle 15.00 Fed mi passa a prendere e partiamo alla volta della Valsesia. Raggiunta Alagna saliamo fino alla frazione Pedemonte dove parcheggiamo. Siamo a quota 1300 circa .. forse un pelo di meno. Alle 17.30 ci mettiamo in marcia. Gli zaini sono piuttosto pesanti .. come al solito del resto! Io porto la corda e Fed “il ferro”: nut, friend, alcuni chiodi, rinvii, moschettoni e martello!

Partiamo piuttosto decisi. Il sentiero è subito a gradini, attraversiamo un ponte … poi altri scalini Il sole picchia sulle nostre teste come un martello su un’incudine! Siamo veloci, copriamo i 1100 mt di dislivello in poco più di un’ora! 75′ e siamo al rifugio Ferioli. A onor del vero Fed arriva sulla veranda prima di me in quanto alla vista della bandiera è schizzato come un cavallo imbizzarrito ed io non ho potuto far altro che lasciarlo andare !! I gestori (gentilissimi!!!!!!) sono increduli Il rifugio è un gioiellino. Il luogo è incantevole. Si un pelo isolato … roba da amatori Sopra le nostre teste il Tagliaferro: imponente con la cresta nord proprio di fronte a noi! Ceniamo coi gestori, manco a dirlo ci siamo solo noi. Parliamo di tutto: di lavoro, di passioni, di montagna,di vie … I ragazzi (due coppie e mezza) non sono molto esperti del mondo verticale .. ma si intuisce da subito l’amore per la montagna. Alle 22 ci ritiriamo e loro passeranno alcune ore a giocare a carte! Già, come potete aver intuito, non esiste un “gestore” ma sono i soci del CAI di Olgiate che turnano per tenere il rifugio aperto!!! Grandi!!!!!!!!!!! Mai dormito così bene! Sveglia alle 6. Prepariamo gli zaini e scendiamo a fare colazione, si sono persino alzati per prepararcela!!! Con vero rammarico devo lasciare tutto quel ben di Dio sul tavolo; non posso rimpinzarmi come un porcello ! Alle 7.15 ci mettiamo in marcia. Un quarto d’ora e siamo al colle Mud. Qui inizia la scalata. Saliamo la prima parte del pendio e puntiamo le prime rocce. L’erba è molto bagnata. Dobbiamo stare attenti. Le lapidi attorno a noi ci mettono in guardia!! Giunti ai piedi delle prime rocce ci leghiamo. Le difficoltà di questi primi 150 mt di parete non dovrebbero andare oltre a qualche passaggio di III …. ma i licheni e il muschio hanno reso la parete scivolosissima! Federico decide per una progressione di “conserva corta protetta”: ovvero ci leghiamo ad una decina di mt .. mentre sale mette delle protezioni intermedie non appena la corda è in tiro io parto e quando incontro le protezioni le recupero. Fed si ferma solo quando ha finito il materiale. A quel punto mi recupera si riprende tutto e riparte. Con questa tecnica riusciamo a salire con un discreto margine di sicurezza senza essere troppo lenti. Raggiungiamo così il filo di cresta. Qui tutto cambia. La roccia ora non è più scivolosa. Aumenta l’esposizione e man mano che si sale migliora la qualità della roccia. Iniziamo a salire a tiri. L’arrampicata è bella e varia. I passaggi, mai banali, sono sempre belli ed estetici. La roccia da metà via in su è stupenda! Verso la metà appunto, Fed si sbaglia, invece di contornare un torrione a dx si butta a sx in piena parete. Spigolo bello! Poi diedro fessurato. Uno spettacolo. Forse un pelo duro .. ma tanto il mio primo ne ha da vendere ! Superiamo ancora alcuni torrioni con passi strapiombanti … poi un lungo tratto in piano .. si, si . ma affilato come una lama di coltello!!! Così per alcune lunghezze di corda. Fin sotto i torrioni finali. Ecco il “Pilastro”. Calziamo le scarpette da arrampicata e mangiamo un dolcetto tanto per smorzare la fame. Partenza con passaggio duro, dato V-. Strapiombo e poi placca. Fed sale 4 mt poi sostenuto dalle sole dita della mano sinistra si ferma e pianta un chiodo. Ancora oggi mi chiedo come ha fatto in quella posizione a piantare un chiodo Ancora 4-5 mt delicati poi il torrione diviene verticale ma gli appigli ora sono fin troppi I successivi due tiri sono su spigolo verticale ed espostissimo!! Fino all’ultimo … la via finisce proprio in vetta e fino all’ultimo metro non ti concede riposo! Il tempo che era splendido inizia a peggiorare. Beh, non che sia una novità in Valsesia. Cmq nuvole minacciose ci consigliano di scendere a valle molto velocemente! Essendo partiti da Alagna dobbiamo per forza tornare ad Alagna per il sentiero che porta al passo del gatto e alla bocchetta di Moanda. Mai fatto un sentiero così brutto … e .. mortale! Una roba indegna!! Sicuramente da sconsigliare. L’erba era bagnata, Fed aveva due scarpe da avvicinamento con suola poco artigliata ed ha faticato non poco per tenersi in piedi. Nemmeno in arrampicata l’ho visto così concentrato. Un errore voleva dire un volo di qualche centinaia di metri! Così fino alla bocchetta … poi? .. poi eterno! Non finiva più … ancora ieri sera avevo male alle gambe e facevo una fatica terribile a scendere le scale. Arriviamo all’auto che è quasi buio, siamo cotti ma contenti! Abbiamo portato a casa una gran bella salita.

Luigi M.

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from Jamendo

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